Varramista

La tenuta di Varramista, dislocata tra Firenze e Pisa, produce cereali e vino dal ‘500, quando i fiorentini la donarono ai Capponi per meriti di guerra (contro Pisa).

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La produzione del vino però ha subito un’impennata brusca in termini di impegno e di ambizioni, oltre che in termini di base ampelografica, al tempo della conduzione da parte di Giovanni Alberto Agnelli, in qualità di diretto erede dell’ing Piaggio. Perciò, dall’inizio degli anni ’90, gli impianti viticoli hanno subito una drastica riduzione di superficie (da circa 50ha a 15ha) ed un contemporaneo rinascimento attraverso reimpianti molto reticoli ed innovativi. Tra un pool iniziale di nuove introduzioni varietali, dopo 3/5 anni di sperimentazione in vigna e in cantina è emersa come uva vocata a questo territorio il Syrah per la sua speziature ed eleganti espressioni.
Il primo anno di produzione del vino Varramista è il 1994, fino all’annata 2002 il taglio era costituito da Syrah e Sangiovese, in attesa che tutti gli impianti di Syrah entrassero in produzione, con l’annata 2003 siamo arrivati al Syrah in purezza.

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Frasca

Nel solco della più classica delle tradizioni enologiche, quella Bordolese, si affianca alla produzione top del Varramista un “deuxieme vin”, che senza abdicare ai principi ferrei della vigna e delle buona qualità offre ad un pubblico più vasto l’opportunità di assaporare lo stile e l’espressività di questo territorio e di questo “savoir-faire”.

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Questo secondo vino raccoglie le personalità di Sangiovese, Syrah e Merlot, a testimonianza anche del rispetto e l’attenzione per le varietà autoctone.
Primo anno di produzione del Frasca: 1997

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Marruchetone-La Linea

Nell’ultimo lembo di Maremma Toscana sui colli fra Talamone e l’antica Vulci, In una cornice magica e particolarmente vocata alla coltivazione della vite, si aggiungono ai 9 ettari di vigneti di Montopoli in Val d’arno, 5 ettari di vigneti in affitto a Capalbio.

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Qui la natura è ancora incontrastata: forte e selvaggia, ricca di contrasti tra il mare, la macchia maremmana e la campagna.come il nome scelto per i vini, Marruchetone. L’origine di questo nome è da ricondurre alla MARRUCCA pianta spinosa che era usata in passato per fare siepi antintrusione e per recinzione dei campi a difesa dal bestiame al pascolo.
I filari di Vermentino, Grenache, Petit Verdot crescono in collina, a 50 metri sul livello del mare in un terreno argilloso-sabbioso con molto scheletro, a circa 10 km dalla costa, situazione pedoclimatica ideale per esaltare la mineralità del Vermentino e la robustezza del Rosso.
Questa immagine solare sta alla base delle caratteristiche dei due “nuovi nati” di Fattoria Varramista

Marruchetone Vermentino

In questo vino possiamo assaporare la Maremma: i suoi riflessi dorati, profumi di frutta matura e spezie con note che evocano l’elicriso e altre piante della macchia mediterranea. Gusto caldo, avvolgente, tipico delle uve maturate al sole del sud della Toscana.

Marruchetone Rosso

Qui Grenache e Petit Verdot si fondono per dare vita ad un vino che rappresenta il carattere della toscana del sud dove questi trovano la loro naturale destinazione in un connubio di profumi fruttati e grande struttura.

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Chianti Monsonaccio

Con l’intento di rievocare radici fiorentine, anche se in territorio pisano, nasce il Monsonaccio, che ricorda le nobili origini della Fattoria che sin dal 1406 è stata proprietà di una delle più illustri famiglie fiorentine i Capponi. Da sempre terreno vocato alla produzione del Sangiovese, già coltivato nei Poderi di Fattoria Varramista in epoca Rinascimentale.
Nel Monsonaccio Chianti freschezza e vivacità di profumi del Sangiovese ben si bilanciano con l’armonia e la rotondità della Syrah e del Merlot.

I nostri Vini

Varramista
Rosso
Frasca
Rosso
Ottopioppi
Rosso
Monsonaccio
Rosso
Sterpato
Rosato
Sterpato
Rosso
Marruchetone
Rosso
Marruchetone
Bianco Vermentino